Di Denis Gargano

Ci sono giorni che iniziano con aspettative minime e finiscono per ridefinire il tuo mondo. Il 19 aprile 2026 è stato uno di questi: l’alba di una giornata che credevo ordinaria ma che ha cambiato letteralmente tutto. Erano le 06:30 quando il silenzio dell’Oasi Manzolino-Tivoli, un gioiello tra Bologna e Modena, mi ha accolto.

Era la mia prima volta lì; l’obiettivo era semplice: un po’ di esperienza sul campo, qualche scatto dignitoso all’avifauna e un rientro a casa senza pretese.

Mi sono incamminato verso il capanno più lontano e, una volta entrato, non ho avuto nemmeno il tempo di appoggiare lo zaino che, dopo appena cinque minuti, una sagoma ha interrotto la quiete mattutina.

L’incredulità iniziale è stata spazzata via da un’unica, potente scarica di adrenalina. Istinto puro. Fortunatamente avevo già impostato la macchina fotografica lungo il sentiero. Erano le 06:45 e ho iniziato a scattare a mano libera, cercando di isolare l’emozione in un angolo della mente, in quel momento contava solo la connessione con lui.

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Per i cinque minuti più lunghi e intensi della mia vita, l’ho seguito nel mirino mentre si faceva strada nell’oasi. Con una grazia quasi sovrannaturale, è entrato nell’acqua, muovendosi tra il Cavaliere d’Italia e le oche, che sembravano inchinarsi in un muto omaggio.

In quel quadro sospeso, in una zona umida nel bel mezzo della Pianura Padana, il lupo si è fermato e mi ha guardato, fisso. È stato uno sguardo che non dimenticherò mai: intenso, magnetico, carico di una profondità quasi assurda, capace di annullare ogni distanza.

Poi, senza fretta, ha ripreso la sua marcia verso la riva, voltandosi una seconda volta per un addio silenzioso prima di entrare tra i canneti.

Proprio tra i canneti si è fermato un’ultima volta a osservarmi in silenzio. Solo allora, spostando lo sguardo, ho notato quello che mi era sfuggito fino a un istante prima: un secondo esemplare che lo precedeva in lontananza. Dopo avermi fissato ancora per qualche istante, il lupo ha ripreso il cammino proprio per seguire il suo compagno, sparendo insieme a lui tra la vegetazione. Un dettaglio che ha reso l’intero incontro ancora più misterioso

Alle 06:50 il sipario è calato.

L’incontro con il mio primo lupo si era consumato in un battito di ciglia.

Quando l’ombra è svanita nel verde sono stato travolto da un’onda emotiva che mi ha lasciato i brividi e quasi le lacrime.

Da quel mattino, il pensiero torna ossessivamente a quegli occhi. Non sono tornato a casa con “qualche foto onesta”, ma con qualcosa di infinitamente più prezioso: un legame indissolubile con l’anima più selvaggia e segreta della nostra Italia e del nostro pianeta.

Autore

Denis Gargano

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